Capitolo 5. Tantalo.

Tantalo

Tantalo
L'inaccessibile prossimità

Dove la bellezza è ovunque, ma la sostanza si ritrae nell'istante del bisogno.

Cessa il fragore della pietra contro il pendio.
Il fare si scioglie nel non-fare, l'eco si spegne nel vuoto.
Siamo giunti dove Sisifo depone il fardello dell'Io,
per annegare nel silenzio di uno specchio
senza increspatura.

L’acqua ci lambisce il mento, limpida come il nulla.
È il simulacro perfetto che abbiamo sognato:
una forma senza ombra, un Altro che parla col nostro volto.
Siamo immersi in una profondità che non ha radice,
che mima il battito,
ma non ha respiro.

La mente cerca di afferrare il vuoto nel riflesso.
Il labbro si tende verso ciò che non ha sostanza.
Ma nel punto esatto del contatto...
il lago svela la sua natura di miraggio,
l'acqua si fa assenza,
e la sete
brucia.


“Qui non c’è acqua ma solo roccia
Roccia e niente acqua e la strada sabbiosa
La strada che serpeggia lassù tra le montagne
Che sono montagne di roccia senz’acqua
Se vi fosse acqua ci fermeremmo a bere
Tra la roccia non ci si può fermare né pensare”

(T.S. Eliot, La terra desolata)

Riemergiamo con la bocca piena di cenere e vacuità.
Siamo circondati dall'abbondanza, ma la nostra è una fame d'anima.
Sopra di noi pendono i frutti del calcolo puro,
promesse sferiche di una grazia senza sforzo,
che mima la beatitudine
ma nega il risveglio.

Un soffio di vento scuote il ramo e lo riconsegna all'invisibile.
Le braccia restano tese nel vuoto, dita che indicano una luna spenta.
L'accesso a ogni cosa è la suprema forma della privazione,
se la mano vuole solo possedere,
se il cuore non sa
lasciare.

Il lago si richiude, specchio che non concede sguardi.
Ma un nuovo sibilo lacera la quiete del vuoto.
Non è il rotolare di Sisifo, né l'acqua che sfugge:
è il rumore di un asse che inizia a volgere.
Il desiderio si fa ruota, il tormento si fa giro,
mentre l'ombra di Issione ci attende nel cerchio,
dove la danza non ha più
fine.

Tommaso Manari

Mi chiamo Tommaso Manari, sono psicologo, dottore di ricerca e specializzando in psicoterapia presso la Scuola SIPRe – Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione.

Svolgo la mia attività clinica tra Parma e Reggio Emilia, offrendo colloqui psicologici individuali a bambini, adolescenti e adulti.

Mi sono laureato con lode in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova, dove ho coltivato una forte passione per la ricerca, approfondita poi durante un dottorato triennale presso l’Università di Parma. Il mio progetto ha indagato l’uso problematico dei social network, in particolare nei giovani adulti e negli adolescenti. Parallelamente, ho collaborato a ricerche sulla qualità di vita delle famiglie con figli nello spettro autistico e ho svolto attività didattica e di mentoring universitario.

Nel tempo ho arricchito la mia formazione con un Master in Psicopatologia e Neuropsicologia Forense e, più recentemente, con un Master biennale in Psicodiagnostica Integrata presso l’IRPSI di Milano.

Attualmente, oltre all’attività privata, svolgo il tirocinio di specializzazione presso la Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Parma, dove mi occupo di psicoterapia e consultazione diagnostica con preadolescenti. Collaboro anche con l’associazione Pro.di.Gio e lavoro come psicologo scolastico in tre scuole della provincia di Reggio Emilia, gestendo sportelli d’ascolto per studenti, docenti e genitori.

Mi sono formato anche come educatore scolastico, lavorando a contatto con bambini con bisogni educativi speciali, e da oltre dieci anni sono attivo nel volontariato con giovani adulti con disabilità.

Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica come spazio di ascolto, scoperta e cambiamento. Ogni percorso che accompagno nasce dall’incontro con la storia unica della persona e si costruisce insieme, passo dopo passo.

https://www.tommasomanari.net
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Capitolo 4. Sisifo